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Erlic: “Sono nato tra galline e maiali, fra le macerie della guerra. Mio padre il mio esempio”

“Ogni anno, quando finisce il campionato, torno nel mio paesino e aiuto i miei nei campi della loro azienda agricola. Non mi vergogno di quello che faccio”

Photo LiveMedia/Reporter Sportivo Venezia, Italy, September 19, 2021, italian soccer Serie A match Venezia FC vs Spezia Calcio Image shows: Martin Erlic (Spezia Calcio) LiveMedia – World Copyright

Scrive TMW, Martin Erlic, intervistato da SportWeek, racconta le sue origini e la sua infanzia, nella Croazia post guerra: “Sono del ’98. La guerra nella ex Jugoslavia era finita, restavano solo macerie. L’abitazione dei miei era stata distrutta da una bomba, così si erano sistemati nella stalla dove tenevano gli animali. Lì sono nato io, in mezzo alle galline e ai maiali. Ci siamo rimasti per due o tre anni, prima che, mattone dopo mattone, papà ricostruisse la nostra casa. Vengo da una famiglia di contadini. Non so come faccia mio padre ad alzarsi ancora oggi alle 4 del mattino per andare a lavorare la terra, e rientrare al tramonto. Lui è l’esempio più grande che io possa sperare di avere. Perciò in queste foto mi vedete raccogliere carote e patate: sono i prodotti della terra di mio padre e mia madre. La nostra terra. Ogni anno, quando finisce il campionato, torno nel mio paesino, Tinj, dove vivono 500 persone in tutto, e aiuto i miei nei campi della loro azienda agricola. Non mi vergogno di quello che faccio. Non sono il tipo che vede lavorare il suo vecchio e se ne va in spiaggia a prendere il sole. So quanti sacrifici ha fatto per darmi qualche soldo per comprarmi le scarpe da calcio, quando ho iniziato a giocare. Non voglio nascondermi dietro a una maschera che non mi appartiene”.

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