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Azzi CEO di Dazn: “Le polemiche sui prezzi? adesso le promozioni sono finite. Fermiamo la pirateria”

Il CEO di DAZN, Stefano Azzi, a margine degli Stati generali della lotta alla pirateria spiega all’agenzia AGI che il costo dell’abbonamento

Photo LiveMedia/Francesco Scaccianoce Milan, Italy, May 15, 2022, italian soccer Serie A match AC Milan vs Atalanta BC Image shows: Diletta Leotta (DAZN) LiveMedia – World Copyright

«Quando ci sono cambiamenti c’è sempre inevitabilmente un po’ di rumore, di attenzione. Ma è stato sufficiente spiegare che era la fine della promozione che era stata fatta e che quindi si applicava il prezzo che era stato previsto in maniera molto chiara all’inizio. Poi è stato rilanciato il secondo tipo di abbonamento per dare la possibilità a chi come me che vivo in una città e lavoro in un’altra di vederla in contemporanea con mio figlio».

Il CEO di DAZN, Stefano Azzi, a margine degli Stati generali della lotta alla pirateria spiega all’agenzia AGI che il costo dell’abbonamento alla piattaforma, differente se DAZN è usufruibile su un solo device o in contemporanea su due, è congruo e che la polemica montata sui social contro l’aumento del prezzo è stata frutto di un misunderstanding.

«Il prezzo dell’abbonamento non è la causa principale che spinge le persone a cercare siti pirati, come si vede anche dalla ricerca Ipsos sulla pirateria audiovisiva in Italia realizzata per la Fapav il pezzotto (il meccanismo per usufruire delle piattaforme pirata, ndr) prima di essere fermato aveva un prezzo di 10-12 euro e permetteva di usufruire in maniera illecita di tutte le piattaforme del mondo. Offriva, quindi, una tale mole di contenuti che non c’è prezzo che possa aver alcun tipo di confronto», ha aggiunto Azzi.

Azzi sottolinea poi come la condivisione delle password per entrare nella piattaforma è uno dei punti deboli della lotta alla pirateria. «Nella ricerca mi ha colpito il dato di condivisione dello sharing che è altissimo: oggi ci sono siti che fortunatamente sono stati bloccati, dove si condividono password, cosa che fa male a tutta l’industria e crea più impatto di tutto il resto», ha aggiunto.

Fonte: Calcio e Finanza.