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Milan, Fonseca: “Qui per vincere, Ibra mi ha mostrato lo spazio vuoto per i trofei. Voglio eguagliare Mou. Ci serve un attaccante”

Fonte foto: Profilo X Milan

In casa Milan è il grande giorno di Paulo Fonseca. Il portoghese, per la prima volta davanti ai media come nuovo tecnico rossonero, ha parlato della sua ambizione e dei suoi principi di gioco: “Sono qui per vincere, Ibrahimovic mi ha mostrato lo spazio vuoto per i trofei nel museo – le sue parole -. Voglio costruire una squadra offensiva e dominante, che non lascia pensare gli avversari”. Di mercato ha parlato soprattutto Ibra, chiudendo definitivamente le porte a Zirkzee ma spiegando che la società ha le idee chiare sull’attaccante. Alle 17 primo allenamento a Milanello, a ranghi ridottissimi, al fianco di Fonseca ci sarà anche Daniele Bonera, tecnico di Milan Futuro.

I ringraziamenti

“Voglio ringraziare per l’accoglienza, poi voglio ringraziare la società per la fiducia. Sono molto motivato, emozionato e fiducioso. So che arrivo in un club che vuole vincere, sono appena stato nel museo, ho visto coi miei occhi la storia del Milan. Io ambisco a far parte di questa storia. Zlatan mi ha mostrato gli spazi vuoti per i nuovi trofei. Sono pronto per iniziare questo percorso, non vedo l’ora di cominciare a lavorare”.

Sul suo approdo al Milan

“So che chi viene al Milan lo fa per vincere. Io ho guardato tanto in passato i giocatori che hanno fatto la storia di questo club, ho la consapevolezza che è una grande responsabilità, ma è anche un grande orgoglio. So che questo è un club universale, so che posso far proseguire questa bella storia”.

Sulla costruzione della rosa

“Sono qui anche perché credo molto nei giocatori che abbiamo. Credo molto in questa rosa. Sicuramente abbiamo bisogno di qualche calciatore, ci sono un paio di posizioni in cui possiamo migliorare”.

Sugli allenatori stranieri in Italia

“L’ultimo a vincere è stato Mourinho? Io voglio essere il prossimo. Sono diverso da Josè, ma voglio eguagliarlo in questo. Voglio vincere col Milan”.

Sulla filosofia di gioco

“Il Milan ha una storia di calcio offensivo. Per vincere dobbiamo essere dominanti, io voglio costruire una squadra coraggiosa, offensiva e reattiva, che non lascia pensare gli avversari. Io voglio vincere, ma la qualità del gioco per me è importante. Voglio che i tifosi siano orgogliosi, servirà un’identità forte”.

Sul nuovo numero 9 del Milan

“Sappiamo che ci serve un attaccante, stiamo lavorando tutti insieme per trovare quello con le caratteristiche giuste. Se vogliamo giocare molto negli ultimi 30 metri ci serve un attaccante forte in quegli spazi. Sappiamo cosa vogliamo, ci aspettiamo di averlo qui a breve”.

Sui derby e sul gap dall’Inter

“Io posso promettere che lotterò in ogni partita per vincere e con l’Inter non sarà diverso. Loro sono forti, ma noi dovremo giocare con coraggio, senza paura di niente e con l’ambizione di vincere sempre”.

Su Leao

“È un giocatore importante e decisivo. Mi aspetto un giocatore motivato, pronto per dare tutto per la squadra. È ancora giovane e ha la possibilità di imparare ogni giorno, io voglio lavorare per insegnargli altre cose, sempre al servizio della squadra”.

Sul mercato

“La fretta è nemica della perfezione, diciamo in Portogallo. Sappiamo ciò che vogliamo, al momento giusto avremo il giocatore che cerchiamo”.

Sulla difesa

“Ho studiato la squadra, non voglio fare paragoni col passato, ma guardo cosa c’è da migliorare. C’è da migliorare sul piano difensivo perché noi vogliamo costruire una squadra più aggressiva, che tiene gli avversari più lontani dalla porta. Abbiamo dei buoni difensori, non penso sia un problema di qualità individuali. La priorità in questo momento è l’attaccante”.

Sui tifosi e il loro scetticismo

“Voglio far capire loro che noi saremo una squadra ambiziosa, che giocherà sempre per vincere. So qual è la mia responsabilità, so che devo convincerli, ma sono sicuro che ci sosterranno sempre. Tutti insieme saremo più forti”.

Su quanto tempo ci vorrà per vedere le sue idee di gioco in campo

“Mi aspetto di vedere le mie idee di gioco già contro il Torino alla prima giornata. Ovviamente è un processo, anche perché alcuni giocatori arriveranno più avanti. Non saremo perfetti per il debutto, né per il primo derby, ma sono sicuro che qualcosa vedremo”.

Sulle ambizioni di scudetto

“Tutti gli allenatori che arrivano qui lo fanno per vincere e io non sono diverso, mi assumo questa responsabilità senza problemi”.

Su Florenzi

“Io conto su di lui, in questo momento fa parte della rosa e io conto su tutti”.

Sui terzini

“Theo è un giocatore fondamentale, molto forte offensivamente. A destra possiamo giocare con un terzino più bloccato in certe partite, ma anche con uno offensivo come lui, dipende dalla partita. Abbiamo diverse soluzioni”.

Su Morata

“Non voglio fare nomi, sappiamo chiaramente che tipo di giocatore vogliamo. Ci serve grande qualità in quella posizione, perché è fondamentale per la squadra. Abbiamo perso Giroud e dobbiamo cambiare, serve un giocatore che dia tanto alla squadra, stiamo lavorando in questa direzione e sono sicuro che lo avremo a breve”.

Sugli infortuni del passato

“Io non ero qui l’anno scorso, ho cominciato a parlare con Milan Lab, siamo al lavoro per averne il meno possibile. Sappiamo che con tante partite e tante competizioni è difficile, ma sono fiducioso che non avremo problemi di questo tipo”.

Sull’esperienza alla Roma

“Io ho una grande passione per l’Italia, ho avuto una grande esperienza a Roma e penso che questo sia un campionato particolare. Ovviamente questo è un contesto diverso, ma conosco bene la Serie A, conosco bene gli altri allenatori e sono prontissimo”.

Sui giovani e su Milan Futuro

“La Serie A è uno dei campionati più duri del mondo, so che in questo momento c’è preoccupazione per il futuro della Nazionale e tanta attenzione sui giovani italiani. Penso che con Milan Futuro stiamo preparando molto bene il futuro di questa squadra, non ho nessun problema nel far giocare dei giovani italiani se hanno coraggio e qualità”.

Su Ibrahimovic

“È un punto di riferimento per tutti noi qui al Milan. Non è importante dirvi quando abbiamo cominciato a sentirci, è importante farvi sapere che c’è stata grande uniformità di idee fin da subito. Siamo tutti fiduciosi nel presente e nel futuro di questa squadra”.

Ancora sulla fase difensiva

“I tanti gol subiti non sono frutto di un problema individuale, ma collettivo. Io come ho detto voglio una squadra più aggressiva e più reattiva, che difende più alta. Dobbiamo trovare un modo di farlo che ci consenta anche di trovare un equilibrio, con l’obiettivo di prendere pochi gol”.

Sul centrocampo

“Io ho un modo di difendere diverso da quello degli anni passati. So che in Italia c’è la tendenza di fare uomo contro uomo, possiamo farlo in qualche situazione, ma io non sono tipo da farlo sempre a tutto campo. Questo cambierà anche l’impostazione dei mediani”.

Sulla Champions

“Vogliamo andare più avanti possibile. Sappiamo quanto è difficile vincerla, ma abbiamo l’ambizione di vincere tutte le partite. Ovviamente serve anche fortuna, ma scenderemo in campo sempre per vincere”.

Sulla seconda stella

“È una motivazione”.

Sul rapporto con Gerry Cardinale

“Abbiamo parlato, mi ha detto una cosa che mi è piaciuta molto: che il Milan vuole vincere non solo oggi, ma anche domani. C’è un progetto chiaro per il futuro. Questo per me è stato importante. Comunque siamo sempre in contatto, come normale che sia”.

Su Kalulu e gli altri difensori

“Pierre può giocare sia da centrale sia da terzino. Sono felice di averli quasi tutti a disposizione da subito, Theo a parte, perché posso lavorare immediatamente sulla fase difensiva”.

Sui giocatori da valorizzare

“Penso che qui ci sia tanta qualità, abbiamo diverse soluzioni in ogni posizione. Tutti saranno importanti per me, mi piace veder crescere chi lavora con me. Se migliorano i singoli migliora la squadra, io ci tengo a far progredire tutti”.

Sulla scelta di vivere a Milanello

“Per adesso (ride, ndr). È il momento di lavorare tanto, la mia famiglia non è qui al momento, quindi non ha senso prendere un albergo solo per dormire. È più pratico vivere a Milanello, che è un centro bellissimo”.

Di nuovo sull’esperienza a Roma

“Non voglio parlare troppo del passato, sicuramente Roma non è una piazza facile, ma io sono stato molto felice. Porto nel cuore quei momenti, ma ora sono il passato. Ora voglio costruire una squadra che renda felici i tifosi e voglio farlo in modo onesto e sincero, perché è così che vivo la mia vita”.

Ancora sulla scelta dell’attaccante

“Noi sappiamo che vogliamo giocare negli ultimi 30 metri, ci serve un giocatore che sappia farlo, con pochi spazi a disposizione”.

Fonte: Sportmediaset