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Cairo: “Riforme del calcio? La Serie A non può avere meno di 20 squadre. Decreto crescita una cosa positiva”

Urbano Cairo è intervenuto dal palco del RCS Sport Industry Talk, in corso di svolgimento a Milano

Fonte Foto: Corriere

Urbano Cairo, presidente del Torino e di RCS, è intervenuto dal palco del RCS Sport Industry Talk, in corso di svolgimento a Milano: “A volte si ha l’impressione che il calcio venga colpevolizzato per le grandi cifre che porta. Ma allora anche il cinema con i suoi attori, e il governo spende un miliardo all’anno”.

L’AIC chiede l’abrogazione del decreto crescita.
“Io credo che il decreto crescita sia una cosa positiva, consente al campionato di avere campioni di alto livello, che lo rendono più appetibile anche per le tv”.

Lei porta avanti una battaglia sul tema delle spese per agenti. “Non capisco perché, quando già sto acquistando un calciatore e quindi sto pagando soldi, devo comprare una commissione per la mediazione. Io non la pago”. 

Cosa pensa del dibattito sulle possibili riforme del calcio?
“Una riforma che non farei mai è quella di modificare le venti squadre di Serie A. Tutti i grandi campionati hanno venti squadre, perché questo ti permette di fare un campionato con 380 partite. Se riduci il numero di partite, automaticamente i valori dei diritti TV cambiano. Se c’è una cosa da non fare, è ridurre il numero di club. Poi benissimo tutto il resto, ma io dico solo di dare al calcio quello che è del calcio: avessimo una quota parte delle scommesse, non chiederemmo altro”. 

Cosa vuole regalare ai tifosi del Torino?
“Me la rifaccia un’altra volta, non è la domanda giusta oggi”.

Fonte: TMW

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